Guida all'ascolto: tesine degli studenti

Scott Joplin

“The King of Ragtime Writers”

a cura di: Sara Fortini 

Si dice che il Ragtime affondi le sue radici proprio in Sedalia, nel Missouri, città che oggi ospita annualmente il Ragtime festival  dove musicisti ed estimatori possono suonare, godere delle note e respirare l’aria festosa dei balli frenetici come il cake-walk. Sedalia è la città dove, non a caso, per anni visse la sua vita, e la sua musica il compositore definito il Re del Ragtime: Scott Joplin.


Questa ricerca vuole quindi approfondire la vita, travagliata per via di affetti ma anche molto fortunata di Scott Joplin, il quale compose brani di Ragtime, come Maple Leaf Rag e The Entertainer, che ad oggi sono famosi in tutto al mondo e all’epoca gli fecero guadagnare fama e fortuna. La vita del compositore è una vita di viaggi e di concerti itineranti. Poche sono le volte in cui Scott Joplin si stabilisce a lungo in una località, fatta eccezione appunto per Sedalia; è una vita dedicata alla musica, alla composizione e all’insegnamento che si conclude all’età di circa 50 anni lasciandosi alle spalle una notevole mole di opere e di collaborazioni importanti.

Ho voluto dedicare quindi una parte della mia trattazione anche alle composizioni di Scott Joplin, dividendole secondo criterio cronologico lungo il corso degli anni, per poi aprire una parentesi sulla storia del Ragtime e sulle influenze che questo stile musicale ha subito ed ha apportato agli altri generi del tempo, fino ad analizzare più nello specifico, le caratteristiche stilistiche compositive dell’autore grazie all’esempio dei due brani più celebri di Joplin: Maple Leaf Rag e The Entertainer.

 

 

Scott Joplin “The King of Ragtime Writers” a cura di: Sara Fortini
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Storyville Jazz Band (Verona)

Raffaella Cafagna

LA POTENZA DELLA VOCE FEMMINILE

Due voci a confronto.

 

In un epoca in cui la donna era posta ai margini della società, in un epoca in cui molti conflitti culturali vietavano certi confronti e certi scambi, in un epoca in cui tutto aveva bisogno di una svolta interiore e in cui tutti avevano bisogno di urlare il proprio pensiero e le proprie emozioni, ecco che la musica, tra gli anni cinquanta e settanta, diventa la molla scatenante di un movimento che poi non avrà mai fine.  

 

 

Le voce della donna non è ancora del tutto ascoltata in molte realtà ma alcune di loro si distinguono dal coro e urlano al mondo, sottoforma di note, il loro dolore, la loro gioia, il loro amore, la loro passione e tante altre cose scuotendo gli animi di tutto il mondo. Un anima che ancora oggi ci appartiene. Questa volta ne mettiamo due a confronto, due stelle del firmamento musicale diverse tra loro ma tanto simili.... JANIS JOPLIN E ARETHA FRANKLIN.

Di Raffaella Cafagna
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ALICE ANNICHINI

LA PAROLA BLUES

Significato

 

Il blu è il colore della sofferenza: in lingua greca il blu è cyanos, da cui cianotico, in latino è coeruleus, cioè "pallido".



Anche nell'inglese contemporaneo being blue significa "essere triste.

 

Il blues è parola che ha caratterizzato e caratterizza lo 
status e la cultura delle popolazioni nere americane. Il significato 
dell'aggettivo inglese blue, è connesso all'associazione tra il colore 
blu e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica 
afro-americana, così com'essa era percepita dall'orecchio di uditori 
europei abituato alla dicotomia maggiore-minore.

 

ALICE ANNICHINI
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SARA ZARAMELLA

DALL’AFRICA AL DELTA 

Per parlare della storia del blues si potrebbe partire dai primi decenni del novecento, citando le prime registrazioni a fini commerciali (Mamie Smith, 1920) o i primi spartiti (“Memphis Blues”, 1912) ma volendo andare più in profondità nella ricerca delle radici di questo genere musicale si incontrerebbero non pochi ostacoli.  Certamente, nello sviscerare le origini del blues, non si può non fare i conti con la cultura musicale africana, importata forzosamente nel continente americano attraverso la tratta degli schiavi e adattatasi a un contesto del tutto nuovo, dando vita a varie forme musicali che sono state le basi per gran parte della musica contemporanea. Spesso poteva accadere che i proprietari degli schiavi proibissero o limitassero danze e musica per svariate ragioni (per evitare che grandi numeri di schiavi si riunissero o perché la loro musica e le loro danze erano considerate peccaminose e lussuriose) ma i risultati ottenuti furono scarsi; la musica degli schiavi non ne uscì impoverita e continuò invece a distinguersi per la sua vitalità e abbondanza. 

 

SARA ZARAMELLA "DALL'AFRICA AL DELTA"
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Sabrina Simonetti

ROUND MIDNIGHT  -  IL FILM

 

             

Parigi  1959,  Dale Turner (Dexter Gordon) , sassofonista americano geniale ed alcolizzato, si esibisce nuovamente  nel celeberrimo Blue Note di Rou d’Artois a Parigi. Francis Borier, illustratore squattrinato con figlia a carico, è un ammiratore di Turner, possiede tutti i suoi dischi e tutte le sere va ad ascoltare la sua musica stando sui marciapiedi del locale. Una sera Francis trova il coraggio di presentarsi a Turner e offrigli da bere: questo gesto segna l’inizio di una straordinaria amicizia dove Francis diventa assistente e protettore di Turner, tenendolo lontano dall’alcol e raccogliendolo in giro fra bettole e commissariati.  Lo ospiterà a casa sua e riuscirà anche a farlo lavorare con impegno e a fargli incidere dei dischi. Presto però Turner, sentirà il bisogno di tornare in America, Francis deciderà di accompagnarlo e si farà promettere che ritorneranno a Parigi insieme. Ma a New York il manager ( Martin Scorsese) si dimostrerà privo di scrupoli e riassorbirà Dale nella vecchia routine. Francis tornerà a Parigi da solo e in poco tempo dopo riceverà un telegramma che annuncia la morte del caro amico.

 Il film  è tratto da una storia vera: l’amicizia di Francis Paudras con il pianista Bud Powell.                                                         

 

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Prime donne del blues

MAMIE SMITH & THE BAND
MAMIE SMITH & THE BAND

ANNA BASSI

Blues è donna..un paradosso ragionando di un mondo maschile come il blues, una provocazione che vuole sottolineare il fatto che le donne ebbero un ruolo pionieristico nei primi decenni di vita di quell' espressione musicale che diventerà caratterizzante e fattore identitario dell' espressivtià della gente afroamericana.
Dalla nascita discografica del blues e per tutti gli anni venti le star infatti furono tutte sostanzialmente donne e fu proprio grazie al loro inasappettato successo discografico che si aprirono le porte degli studi di registrazione ai colleghi uomini.
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GLI STRUMENTI DEL BLUES - Dalle origini ad oggi

 

Emanuela Perina

I primi strumenti del blues furono soltanto la voce e le percussioni (mani, legni, ecc.), ovvero quei semplici strumenti che la condizione di schiavitù non poteva togliere, al popolo nero americano. Un po' alla volta vennero acquisiti anche la chitarra e l'armonica a bocca, strumenti accessibili per costo e per trasportabilità, visto che i neri, durante la transizione dalla schiavitù alla libertà, dovevano spostarsi continuamente in cerca di lavoro. I bluesman peraltro non potevano permettersi strumenti costosi, né effettistiche sofisticate o costose permanenze negli studi di registrazione. E così il blues è la musica del suono puro, potente, bello in se stesso, nudo, ruvido talvolta, dove quello che conta è l'uomo, la sua voce, la capacità delle sue dita di rendere vivo ed espressivo uno strumento. Nel tempo, tanti altri strumenti sono stati usati per fare blues, ma la forza dell'essenzialità resta fondamentale nello spessore del suono e nella quantità di note: è escluso il virtuosismo nel senso europeo del termine. Il blues rimane una musica nuda di suoni immediati, emozionanti, registrata senza sovra incisioni, così com'è.

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Marco Zonato

TESINA SUL BRANO "KNOCKIN' ON HEAVENS DOOR" 

Dall'originale alle diverse versioni...

La canzone venne scritta nel 1973 dal cantate Bob Dylan per renderla come colonna sonora del film "Pat Garrett & Billy the Kid", poi però divenne un gran successo Internazionale. 

La canzone è stata concepita con un genere Folk-Rock, il testo si riferisce ai pensieri di un soldato che sta per morire, quindi, una struggente "denuncia" contro la guerra e le vittime che essa provoca.

Nella versione di Bob Dylan la canzone è suonata semplicemente con due Chitarre Acustiche, una Batteria e un Basso. In alcuni Live della canzone si aggiungevano il violino e l'armonica, proprio stile Country. 

Ora qui di seguito possiamo ascoltare la canzone, visualizzando testo, immagine copertina del singolo e uno spartito : 

 

TESINA ACCADEMIA Knockin' on heavens doo
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ALICE FERRONI


INTRODUZIONE

Il blues è nato e si è sviluppato in seguito alla schiavitù delle comunità nere, nelle regioni del sud degli Stati Uniti. È da considerarsi la manifestazione profana di un sentimento e di un dolore che ha avuto un lungo ed inesorabile tracciato umano e civile, che ha trovato la sua ampia ed angosciosa possibilità di espressione nella parola poetica prima e nel canto e l’accompagnamento in un secondo momento. Non c'è una precisa data di nascita per questo genere musicale: la traccia più antica di una forma musicale simile al blues è il racconto che, nel 1901, fece un archeologo del Mississippi, descrivendo il canto di lavoratori neri che sembra avere affinità melodiche e liriche con il blues.

La tratta dei neri, ossia il commercio di schiavi africani, iniziò subito dopo la scoperta dell’America, ma assunse dimensioni impressionanti nel XVII/XVIII secolo.

Fra gli Europei, i primi mercanti di schiavi neri furono i Portoghesi, presto seguiti da tutti i paesi che avevano colonie in America. Gli schiavi erano impegnati soprattutto nel massacrante lavoro delle miniere e delle piantagioni di tabacco, canna da zucchero, cacao, caffè, cotone.

Le voci dei neri si dispiegavano tra i

latifondi delle rive del fiume, riecheggiando il dolore della schiavitù, della

deportazione, del taglio delle radici. Ma quali sono le vere origini del blues?

 

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Caterina Bonafè


FUNKY MUSIC

Funk è un termine coniato negli Stati Uniti negli anni cinquanta, per indicare delle caratteristiche ritmiche e sonore presenti in diversi ambiti musicali. Inizialmente il termine fu usato nel jazz per indicare un approccio musicale rude e libero da sofisticazioni, legato al blues, con riff (=Nella musica jazz si caratterizza come una breve frase musicale, semplice, generalmente facile da ricordare, destinata a durare più o meno a lungo, normalmente utilizzata come sottofondo a improvvisazioni solistiche, ma che può anche costituire il nucleo di un brano musicale.) ripetitivi e con un ritmo incalzante. In seguito l'aggettivo funky fu utilizzato sempre più anche in altri ambiti musicali come il soul ed il R&B.Il significato del vocabolo funk (ed il suo aggettivo funky) nello slang degli afroamericani indica generalmente un cattivo odore, come l'odore sprigionato dal corpo in stato di eccitazione, e per estensione poteva significare "sexy", "sporco", "attraente" ma anche "autentico", cioè originale e libero da inibizioni. 

 

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Davide Ghiotto

Dal Gospel alla musica secolare: Il Soul.....la dura vita dei primi soulman

 

La musica gospel è una musica religiosa Afro-Americana che ha origine dagli spiritual e dai “canti di lavoro” eseguiti dagli schiavi africani deportati negli Stati Uniti D'America.

Questa prima forma di gospel racchiudeva già alcuni elementi stilistici che verranno poi mantenuti in seguito, ad esempio  il coro alternato ad una voce solista.

Lo spiritual ha rappresentato la valvola di sfogo degli schiavi afroamericani, che privi di strumenti musicali talvolta improvvisavano questi canti accompagnandosi con gli attrezzi di lavoro.

 

 

Il soul invece nasce attorno agli anni 60 dalla fusione delle sonorità del blues e appunto del gospel integrate con i modi della canzone pop.

Molti artisti definiti i padri fondatori di questo genere musicale dovettero però affrontare  inizialmente il dissenso e l’opposizione di buona parte delle comunità religiose afroamericane che non vedevano di buon occhio l’utilizzo degli stili musicali ,fino ad allora destinati solamente alla musica sacra, per produrre brani con testi che non trattavano espressamente tematiche religiose e di preghiera. 

 

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